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XXXI^ RASSEGNA DEL TEATRO AMATORIALE 2019-2020

XXXI RASSEGNA DEL TEATRO AMATORIALE 2019
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SABATO 25 GENNAIO 2020 - ORE 21

DOMENICA 26 GENNAIO 2020 - ORE 17.30 - 21

 

TOLO TOLO

 

È difficile essere Checco Zalone se ogni volta sei chiamato a battere te stesso. L'attore dopo i successi di Cado dalle nubi (2009), Che bella giornata (2011) E Sole a catinelle (2013), Quo vado? (2016), con cui ha complessivamente incassato in Italia circa 170, torna nelle sale il primo gennaio del 2020 con la sua ultima fatica dal titolo Tolo Tolo.

 

Checco Zalone, nome d'arte del barese Luca Pasquale Medici, nonostante spesso si diverta a sminuire la sua cultura e preparazione ha conseguito la maturità scientifica ed è laureato in Giurisprudenza. Oltre all'attività di attore comico bisogna ricordare che ha già pubblicato diversi album tanto che anche la colonna sonora del suo nuovo film, Tolo Tolo, è stata realizzata da lui a cominciare dalla canzone "Se t'immigra dentro il cuore" come ha raccontato in un'anticipazione.

 

Tolo Tolo è la prima prova anche registica di Checco Zalone che nelle sue precedenti opere aveva a fianco come sceneggiatore oltre che come regista Gennaro Nunziante. Invece per questa nuova avventura, che ha scritto insieme al regista Paolo Virzì, lo troviamo davanti (come attore) e dietro la macchina da presa. E non deve essere stato facile viste le difficoltà che è stato necessario superare: dal numero di comparse straordinariamente grande, oltre il centinaio, ai numerosi set allestiti. Infatti il film è stato girato partendo dall'Italia da Roma a Bari fino a Trieste (dove è stato dato l'ultimo ciak), per approdare a Malta e poi in Kenia passando dal Marocco.

Dopo quasi quattro anni quindi un nuovo film che per molti rappresenta l'opera della maturità a 10 anni dal folgorante esordio di Cado dalle nubi ma che nelle sale dovrà vedersela con pesi massimi come Pinocchio di Matteo Garrone con Roberto Benigni, l'ultimo capitolo della saga di Star Wars - L'ascesa di Skywalker, e il nuovo film comico di Ficarra & Picone, Il primo Natale.

Quello che è certo è l'assoluto riserbo tenuto sulla trama che dovrebbe raccontare secondo alcune indiscrezioni di un comico partenopeo costretto per le minacce di un boss della malavita a rifugiarsi in Africa. Nel suo peregrinare Checco dovrebbe essere affiancato da un Carabiniere con cui stringerà un rapporto di amicizia. Lo stesso titolo del film, Tolo Tolo, dovrebbe far riferimento ad un'espressione di un bambino incontrato in Africa dal personaggio principale che pronuncia con difficoltà il suo nome.

 

Regia di Checco Zalone. Un film con Checco Zalone. Genere Commedia - Italia, 2020, Uscita cinema mercoledì 1 gennaio 2020 distribuito da Medusa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

 

NEL MESE DI FEBBRAIO 2020 - ORE 21

 

PARASITE

 

Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello della strada. La presenza dei genitori, Ki-taek e Chung-sook, e della sorella Ki-jung rende le condizioni abitative difficoltose, ma l'affetto familiare li unisce nonostante tutto. Insieme si prodigano in lavoretti umili per sbarcare il lunario, senza una vera e propria strategia ma sempre con orgoglio e una punta di furbizia. La svolta arriva con un amico di Ki-woo, che offre al ragazzo l'opportunità di sostituirlo come insegnante d'inglese per la figlia di una famiglia ricca: il lavoro è ben pagato, e la villa del signor Park, dirigente di un'azienda informatica, è un capolavoro architettonico. Ki-woo ne è talmente entusiasta che, parlando con la signora Park dei disegni del figlio più piccolo, intravede un'opportunità da cogliere al volo, creando un'identità segreta per la sorella Ki-jung come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari sconosciuti.

 

Bong Joon-ho ha costruito una carriera sulla distorsione del fantastico, con affreschi plastici di larga scala come The Host, Snowpiercer e il recente Okja. A dispetto del titolo, però, in Parasite non ci sono creature, né immersioni nel soprannaturale: solo due famiglie, due case, e la brutale dissezione di una disuguaglianza di classe nella società tanto coreana quanto globale.

 

Le due case - letteralmente - raccontano la storia, con gli eventi sempre più tesi e rocamboleschi che vengono incorniciati da due finestre, ognuna con quattro pannelli. La prima è una minuscola apertura ribassata su un vicolo, che lascia entrare rumori, disturbi e disinfestazioni nel salotto dei protagonisti, già impegnati a contorcersi nelle poche stanze disponibili alla ricerca di una connessione WiFi priva di password nei paraggi. La seconda è una gigantesca vetrata a parete nella villa dei Park, che "inquadra" l'ampio giardino teatro di un climax a orologeria, e invita lo sguardo esterno, d'invidia e di indagine.

Nell'era delle fratture sociali sempre più scomposte, Parasite è un'eccellente lettura del suo tempo, che Bong Joon-ho riposiziona nel verticale delle stratificazioni domestiche dopo averlo disteso sull'orizzontalità del treno in Snowpiercer. Alla fotografia, vivida e fluida nello sfruttare i volumi architettonici, c'è Hong Kyung-po, reduce dal fenomenale lavoro su Burning, che della lotta di classe faceva uno sfondo elegante laddove Parasite la erge ad allegoria principale. E come studio delle idiosincrasie familiari, Bong Joon-ho riesce a entrare nel pieno territorio del primo Lanthimos e dell'ultimo Peele.

Nonostante il film "cambi stanza" con agilità tra un genere e l'altro (come sempre in Bong Joon-ho), alternando commedia, tensione e puro dramma, i Park non sono una semplice caricatura di ricca ottusità (con le ripetute fascinazioni americane e il freddo concetto di una "linea" che non va oltrepassata), così come Ki-taek (interpretato dal solito Song Kang-ho) e la sua famiglia oscillano tra l'iniziale versione coreana degli Shoplifters di Kore-eda e una sempre più dark discesa nella tentazione.

In questo heist movie al contrario, il cui obiettivo è impreziosire se stessi invece di impossessarsi di un oggetto prezioso, Bong Joon-ho ritorna alla sua forma migliore, con un'incisività che Okja non aveva e una chiarezza d'intenti che rimanda ai suoi primi e meno elaborati titoli. I soldi sono un ferro da stiro che elimina tutte le pieghe, avverte Chung-sook, mamma dal pragmatismo d'assalto. Essere una brava persona non è che l'ennesimo lusso di una lunga serie, secondo il regista, che come di consueto ammanta la sua parabola di espiazione capitalistica in immagini che attingono al livello più profondo della psiche umana: un'inondazione che arriva improvvisa, densa e scura, a lambire lo spazio vitale di chi non ha molto. E dei fantasmi del regno domestico, che emergono dalle cantine e che portano anch'essi, secondo il proverbio, la ricchezza assieme allo spavento.

 

Regia di Bong Joon-ho. Un film Da vedere 2019 con Song Kang-ho, Sun-kyun Lee, Yeo-jeong Jo, Choi Woo-Sik, Park So-dam, Hyae Jin Chang. Titolo originale: Parasite. Genere Drammatico - Corea del sud, 2019, durata 132 minuti. Uscita cinema giovedì 7 novembre 2019 distribuito da Academy Two.  Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13